DARIO FO e RANCA RAME VALERIA CIANGOTTINI CESARE PERFETTO

Molte sono le personalità dello spettacolo, del Cinema, del giornalismo che sono intervenute alle numerose edizioni del Festival del Cinema comico  e del Salone dell’Umorismo di Bordighera, manifestazione di grande prestigio ormai scomparsa dall’orizzonte locale.         Il futuro Premio Nobel Dario Fo e la moglie Franca Rame sono fotografati in occasione dell’edizione del 1963 nel Nuovo Palazzo del Parco appena inaugurato e sono a stretto colloquio con l’ideatore ed organizzatore della manifestazione Cesare Perfetto e del giornalista del GIORNO  Silva.

 

 

 

 

 

 

 

Valeria Ciangottini, fresca della notorietà che le ha riservato la scena finale della Dolce Vita di Fellini è un’altra delle personalità presenti a Bordighera.

Un Articolo d’epoca apparso sul Secolo XIX descrive chi è stato Cesare Perfetto: l’nventore di Humorlandia.

Il Salone dell’Umorismo si sdoppia e diventa Festival del Film Comico ed Umoristico : Ugo Tognazzi, Raimondo  Vianello ed Ivonne Fourneaux

BORDIGHERA, ottobre – Qui, il clima é ancora dolce. I turisti specie tedeschi sono ancora qui a godersi 1’ultimo solicello della nostra Costa. Si fanno gli, ultimi conti, si tirano le prime somme. Che so­no, almeno stando a giudizi di esperti sufficientemente positive.  Un discorso turistico a Bor­dighera non può che partire da un personaggio chiave  di queste parti: Cesare Perfetto, il “cartolaio” più conosciuto del mondo. Nella sua cartoleria (forse é rneglio definirla il “salotto dell’Umorismo”) si discute di tutto, nascono qui le idee della più significativa Mostra di Bordi­ghera, si scoprono qui i “fatti” più stimolanti e a volte “peccaminosi” della Costa po­entina. Cesare Perfetto è un signo­re dall’aria sorniona. Baffetti curati, sempre un berretto in testa (o per le mani), con un sorriso sempre accattivante., E’ l’artefice di quella chse ormai si può considerare la rassegna più allegra del mondo: it famoso Salone dell’ Umorisrno. Era il 1947. Dopoguerra appena iniziato, mille problemi sul tappeto,  ma anche tanta voglia di scaricarsi, di riprendere a vivere, insomma di sorridere un pò, finalmente, dopo lutti e tragedie. Si stava organizzando un Circolo della stampa qui a Bordighera – ricorda Perfetto con un pizzico di malinconia – ed era ed era il tempo delle Miss, ed esplodevano da tutte le parti. E come prima manifestazione qualcuno voleva  proporre l’elezione di Miss Stampa”. Macché dissi io, facciamo “Miss Umorismo”, meglio, facciamo la festa dell’Umorismo. Tutti d’accordo: nacque così il primo saloncino della risata”.  Da allora fu un crepitio di successi. I primi contatti Perfetto Ii prese   con gli umoristi francesi (ad un tiro di schioppo) vennero in tanti, Bredford in testa. Gli italiani gli dissero subito di si; e piombarono qui Nistri, Isidori, Ferri, Anturri, e tanti altri. “Erano i tempi eroici del TRAVASO, del MARCAURELIO, ricorda Perfetto- e fu una adesione compatta, allegra, spensierata”. Vennero esposti circa 100 disegni e furono presenti circa 50 autori. Oggi i dati statistici dell’ ultimo Salone (il 27°) sono i seguenti: 4000 di­segni presentati, 1000 circa esposti, 400 autori, 32 paesi.  Non c’è dubbio che Cesare Perfetto abbia portato il nome di Bordighera in giro per il mondo. Si dice di lui che, dopo la Regina Margherita, sia stato quello che abbia fat­to conoscere questo incantevole Borgo alla gente del  Mondo. A 55 anni, Perfetto vede la vita tutta rosa, non fa che pensare all’umorismo, alle vignette, ai disegnatori alle battute.  Beh – dice  furbescamente – bisogna sorridere a que­sta Vita, altrimenti che ci restiamo a fare? Ogni giorno metà del mio tempo è dedicata al Salone: .”Finito il 27° sto già  pensando al prossimo“.  E qui eccovi una primizia, cioè il tema della prossima rassegna. Quale sarà ? Perfetto è restio  a dirlo, lo sta studiando, mettendo a punto,  poi deciso sbotta; Il Tema dovrebbe es­sere il diavolo, le streghe l’ esorcismo. E’ di moda, no?. Colpo centrato pensiamo anche quest’ anno. Aggiunge Perfetto: Vedi il tema è importante perché deve essere di interesse mondiale, quello ultimo  sulla Pubblicità non é stato. a dire i vero, recepito da tutti nello stesso modo, perché, ad esempio, la pubblicità intesa da noi  ha un senso, mentre quella dei Paesi dell’Est è tutta diversa… Perfetto, ormai é entrato nel  giro dei grandi consessi internazionali: al Consiglio d’Europa é stato chiamato  ed ha proposto queste sue “rassegne” come messaggio a tutto it mondo. E infatti que­ste manifestazioni, da qualche anno, stanno girando il mondo. A Venezia da salvare. (un tema di anni fa) é in giro per tutta l’Inghilterra, e ancora “l’Ecologia”, “la droga”,  e il “femminismo”, sono state scelte da molti paesi eur­opei come una specie di Mostre viaggianti dell’Umorismo.  Insomma, un personaggio di casa nostra che quando va in Turchia trova il suo amico umorista che lo vuole a casa sua. Che quando arriva a Praga non può far a meno di incontrare Borne, che quando va in America deve avere al suo fianco Peynet. Peynet: – dice Perfetto – é indubbiamente un mio caro amico: con lui ho girato un film che mi sta dando molte soddisfazioni. It film si intitola “Il giro del mondo degli innamorati di Peynet”.  Perfetto é il regista: un fatto molto clamoroso se si pensa che cosa significhi guidare un’opera di Peynet sullo schermo. Ma Perfetto dice tutto con quella sua serenità, distensione, sorniona, filosofica, cose da non dare mai l’idea del fatto clamoroso ed eclatante. In fondo lui, dalla sua carto­leria, qui, di Bordighera coor­dina tutti gli umoristi del mondo. Perché sono arrivati tutti qui da lui: solo i cinesi, per ora, non si sono fatti vedere. E si che riso ne hanno tanto.  “Ma arriveranno anche loro – sorride Perfetto – prima o poi li vedremo qui.  “Magari, dico io quando il tema sarà sui Gialli”. Per la regia del film di Peynet, Perfetto ha preso anche un Premio significativo a For­te dei Marmi: era insieme a Fruttero e Lucentini, Fortebraccio, Chiappori: insom­ma agli umoristi più signifi­cativi dell’Italia degli anni settanta. C’era anche lui, il cartolalo più conosciuto del mondo, colui che per cinque giorni all’anno fa ridere tutto il mondo, o meglio colui che in cinque giorni riesce a ridere di tut­to il mondo.                                                                                                                 Vittorio Sirianni.      

 

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