DALAI LAMA TENZIN GYATSO

Il Dalai Lama è stato ritratto nel 1986 da Mirino Astante nell’ enclave di Dharamsala, in India dove il popolo tibetano vive il suo esilio.  

Nel 1950, dopo l’invasione cinese del Tibet, Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, ossia  la guida spirituale del Tibet, fu  chiamato ad assumere i pieni poteri politici. Nel 1954, si era recato a Pechino per incontrare Mao Zedong e altri leader cinesi, tra cui Deng Xiaoping e Zhou Enlai, ma nel 1959, in seguito alla brutale repressione delle proteste tibetane a Lhasa da parte delle truppe cinesi, Sua Santità era stato costretto all’esilio. Da allora ha sempre vissuto a Dharamsala, nel nord dell’India dove é stata concesoa  al popolo Tiibetano di  di perpetuare la propria esistenza . Tenzin Gyatso, preferisce definirsi “un semplice monaco buddista”. È nato il 6 luglio 1935, in un villaggio vicino a Taktser, nella provincia dell’Amdo, nel Tibet nord-orientale, da una famiglia di agricoltori.  All’età di due anni, quando ancora si chiamava Lhamo Dhondup, è stato riconosciuto come la reincarnazione del XIII° Dalai Lama, Thubten Gyatso. Bisogna sapere che, secondo le tradizionali procedure, quando un Dalai Lama in carica decedeva, iniziava immediatamente l’affannosa ricerca del sostituto. Si sceglievano alcuni oggetti  d’uso abituale posseduti  dal defunto ed i Lama più autorevoli iniziavano un lungo viaggio per individuare il giovanissimo successore: le suppellettili venivano mostrate ai bambini dei villaggi attorno a Lhasa, l’antica capitale.  Nella secolare e rigida procedura, era rigorosamente il contatto con possibili Lame, riservandolo unicamente a candidatini di genere maschile.  Chi sarebbe sembrato interessarsi con maggior  attenzione agli ammennicoli esibiti, a giudizio dei “commissari”,  si riteneva l’incarnazione del sacro defunto, che lo volesse o no, e si  iniziava  a sottoporlo ad un serrato processo di trasformazione in Dalai Lama DOC: in sostanza, un vero e proprio plagiamento nei confronti  di un minore. Sua Santità Tenzin Gyatso  ha ricevuto l’istruzione monastica a partire dall’età di sei anni. Il piano di studi, come vuole la tradizione del Nalanda, consiste  in cinque materie principali e cinque secondarie. Le prime sono: logica, arti figurative, grammatica sanscrita e medicina, ma il principale oggetto di studio è destinato alla filosofia buddhista, a sua volta suddivisa in cinque sottocategorie: Prajnaparamita, ovvero la Perfezione della Saggezza; Madhyamika, la filosofia della “Via di Mezzo”; il Vinaya, il canone della disciplina monastica; l’Abidharma, la metafisica e Pramana, la logica e l’epistemologia. Le cinque materie secondarie vertono, invece, su poesia, teatro, astrologia, composizione e sinonimi.  La sua Storia ufficiale recita che: “a 23 anni, Sua Santità ha sostenuto l’esame finale presso il tempio di Jokhang, a Lhasa, durante il Grande festival annuale della preghiera (Monlam Chenmo) del 1959. Lo ha superato con lode e conseguendo così il Geshe Lharampa, il titolo di Zhou Enlai, Panchen Lama”.  Dal momento in cui si è stabilita forzatamente  in India, l’Amministrazione centrale tibetana  si è appellata più volte alle Nazioni Unite affinché prendessero in considerazione la questione del Tibet.  L’Assemblea Generale ha adottato tre risoluzioni: una nel 1959, una nel 1961 e una nel 1965. Nel  settembre 2001 è stato fatto un ulteriore passo avanti: i tibetani hanno eletto in via diretta un Primo ministro (“Kalon Tripa”) per il disbrigo delle questioni amministrative.  A sua volta il Kalon Tripa ha nominato il proprio governo, che poi è stato sottoposto all’approvazione dell’Assemblea tibetana. Nella lunga storia del Tibet, questa è stata la prima volta che il ha potuto eleggere i propri leader politici. Con l’elezione diretta del Kalon Tripa si è anche conclusa la consuetudine in base alla quale i Dalai Lama, attraverso l’istituzione del GadenPhodrang, detenevano l’autorità temporale e spirituale del Tibet.  Nel 2011, Sua Santità Tenzin Gyatso si è ufficialmente ritirato dalle proprie prerogative politiche. Sua Santità il Dalai Lama è sempre stato un uomo di pace e nel 1989 ha ricevuto il Premio Nobel per la sua lotta nonviolenta a favore della liberazione del Tibet. Ha propugnato sistematicamente propugnato politiche di nonviolenza,  persino di fronte alle aggressioni più atroci che il suo popolo ha subito dalla Cina. È inoltre il primo Nobel a vedersi riconosciuto l’impegno per la risoluzione dei problemi  ambientali a livello globale.

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